Arco corto delle pianure, composito corno- legno di osange e tendine animale.

Questo arco è una fedele riproduzione di uno dei modelli più diffusi tra i popoli nativi delle Grandi Pianure nordamericane. Si tratta di un arco corto composito, realizzato secondo tecniche tradizionali che prevedevano l’unione di legno d’osage, corno animale e tendini, materiali che conferivano all’arma grande potenza elastica e resistenza.

La forma compatta, adatta all’uso a cavallo, era perfetta per la vita nomade delle tribù delle praterie e per la caccia al bisonte, così come per il combattimento. Nonostante le dimensioni ridotte, questi archi erano capaci di generare un’energia notevole e di scagliare frecce a grande velocità, anche a distanze considerevoli.

L’arco in foto presenta una finitura artigianale che rispecchia lo stile delle armi da guerra: impugnatura rivestita in pelle intrecciata con lacci rossi, piume decorative poste nella parte alta e frecce arricchite con penne variopinte — tra cui piume di tacchino, comunemente usate nelle culture native. Le punte variano tra foggia fogliare e triangolare, a dimostrazione delle diverse funzioni (caccia, guerra, cerimonia).

I dettagli cromatici non sono casuali: il rosso, frequentemente impiegato, era un colore di grande valore simbolico, legato al sangue, al coraggio e alla connessione con il mondo spirituale. Anche l’uso delle piume non è decorativo fine a sé stesso: esse richiamano spesso il potere degli uccelli predatori e il legame con gli Spiriti del Tuono.

Questa riproduzione non è solo un oggetto estetico, ma una sintesi efficace tra funzionalità bellica e significato spirituale, elementi centrali nella cultura materiale delle tribù delle Grandi Pianure, come i Lakota, i Cheyenne e i Comanche.

Arco “artistico” nodoso

Questo arco, pur non essendo una riproduzione storica documentata, si inserisce idealmente in quel mondo di oggetti artistici ispirati alla tradizione guerriera e spirituale dei popoli nativi nordamericani. Realizzato in legno dalla curvatura naturale e irregolare, richiama volutamente l’idea di un’arma forgiata nel rispetto della forma donata dalla natura stessa.

L’impugnatura è rivestita in pelle chiara intrecciata con strisce rosse, un accostamento cromatico che richiama simboli di guerra, vitalità e sangue: tutti elementi fortemente presenti nell’iconografia dei popoli delle Grandi Pianure.

In alcune immagini, l’arco è accompagnato da frecce dal fusto in legno chiaro, piumaggio nero e bianco con dettagli rossi, e punte appuntite a foglia larga. Anche in questo casosi tratta di elementi decorativi o interpretazioni artistiche, concepite per evocare l’estetica delle antiche battaglie senza volerle replicare fedelmente.

Nel complesso, si tratta di un arco di fantasia, ma coerente con lo spirito delle armi cerimoniali native: strumenti che non servivano solo a colpire, ma anche a raccontare identità, visioni e legami con le forze del mondo naturale.

Mazza da guerra indiana a calcio di fucile (gunstock war club)

Le cosiddette mazze a “calcio di fucile” (gunstock war club – in inglese), sono comunemente chiamate così per la loro forma, che ricorda appunto quella di quest’arma da fuoco.

Le armi da fuoco con la loro “voce tuonante” e la loro potenza distruttiva, avevano tutte le caratteristiche per essere direttamente ricondotte ai poteri del tuono. Sebbene non esistano esemplari di queste mazze riconducibili all’epoca precolombiana, è assai probabile che il loro uso ed il loro simbolismo fosse precedente e non direttamente ispirato dalle armi da fuoco europee. Presso alcuni popoli nativi infatti, la loro forma era piuttosto ricondotta a quella dell’ala di un falco o della zampa di un coniglio, entrambi animali ammirati per la loro velocità fulminea, e nel caso del falco anche per la loro abilità nel catturare le prede. Gli uccelli rapaci inoltre, erano spesso associati agli Spiriti del Tuono o visti come loro messaggeri, infatti le loro penne erano usate frequentemente anche per adornare le armi.

Queste mazze erano comunemente realizzate con una tavola di legno e spesso venivano rese ancora più letali, inserendo una lama metallica nel punto in cui il loro profilo curva. Molte erano dipinte e riccamente decorate con borchie d’ottone ed incisioni di carattere sia decorativo che simbolico.

Fino alla metà del XIX° sec. furono effettivamente usate in battaglia, successivamente divennero un oggetto prevalentemente simbolico e rituale.

La loro area di diffusione era soprattutto quella dei grandi laghi occidentali e delle praterie, mentre erano meno comuni nelle pianure.

Maggiori dettagli

Nome: Mazza da guerra a calcio di fucile (gunstock war club).

Epoca: Fra il 18° ed il 19° secolo.

Cultura: Tribù delle pianure e dei boschi.